Drammatico /

venerdì 4 maggio ore 21:00
sabato 5 maggio ore 18:00 EN
sabato 5 maggio ore 21:00
domenica 6 maggio ore 18:00

Regista

Sean Baker

Sinossi

Sean Baker, dopo aver affrontato con Tangerine (film ripreso in totalità con il cellulare) il mondo dei transgender, sposta con Un sogno chiamato Florida la sua attenzione su chi abita ai limiti della povertà nell’area intorno al Walt Disney World. A pochi passi dal mondo magico ispirato ai capolavori d’animazione esistono infatti delle comunità che vivono tra piccoli crimini, alberghi trasformati in residenze quasi permanenti, madri single e bambini che giocano in strada, apparentemente inconsapevoli del caos e della desolazione in cui sono immersi.

Il realismo che infonde Baker a ogni suo progetto, scegliendo anche di non affidarsi totalmente ad attori professionisti, riesce a trasformare una storia dalla struttura semplice in un racconto in grado di affrontare tematiche complicate, mostrate dalla prospettiva di tre personaggi molto diversi.

Costruire un film intorno alle interpretazioni di bambini, specie se non professionisti, è sempre un enorme rischio da correre. Sono pochissimi i cineasti capaci di trattare i giovani attori con intelligenza e sensibilità, riuscendo a tirare fuori racconti di formazione sentiti, sinceri e commoventi.

Il regista (con un amore e con un’attenzione rare nel cinema autoriale-indipendente statunitense) riesce a mettere al centro della sua dolceamara storia la splendida e giovanissima Brooklynn Prince (Moonee nel film), capace di trascinare, come una forza della natura, l’intera pellicola.

Moonee è al centro degli eventi mostrati nel film e divide le sue giornate tra le avventure con i suoi amici e la nuova arrivata Jacey (Valeria Cotto), e i momenti insieme alla madre Halley (Bria Vinaite) che deve ricorrere anche a metodi poco legali pur di riuscire a mantenere economicamente la figlia e pagare l’affitto al The Magic Castle. Il proprietario della struttura, Bobby (Willem Dafoe), cerca di controllare la situazione e i suoi “clienti”, ritrovandosi spesso alle prese con ragazzini ribelli e con adulti incontrollabili.

Un sogno chiamato Florida trova il modo di parlare dei problemi della società con semplicità e onestà, proponendo una riflessione non superficiale sulla realtà di chi vorrebbe una vita da favola, limitandosi però a osservarla da distante, chiusi in un mondo in cui sognare un futuro migliore sembra ormai impossibile.

Altro

“The Florida Project” era il soprannome con cui veniva identificato l’Experimental Prototype Community of Tomorrow, un progetto fortemente voluto da Walt Disney nella seconda metà degli anni 60, che prevedeva la costruzione non solo di parchi tematici, di residence e alberghi, bensì di vere e proprie “comunità del futuro”, all’interno delle quali funzioni ludiche ed esigenze abitative potessero coesistere e integrarsi efficacemente. Lo sforzo economico e ingegneristico portò, nel 1982, all’apertura dell’Epcot Center, uno dei quattro parchi divertimento che compongono il leggendario Disney World di Orlando. Del resto del progetto, ambizioso e candaluesco, oggi non rimane che qualche negozio discount e una manciata di fatiscenti motel dai nomi fiabeschi, riadibiti loro malgrado a sorta di housing sociali, ricettacolo di debosciati, tossicodipendenti e di una middle class ridotta ormai allo stato di sottoproletariato. Un’umanità sconfitta e derelitta, che si arrabatta come può per sfangare la giornata, con l’unico intento di racimolare i (pochi) soldi per pagare l’affitto settimanale e mantenere un tetto sopra la testa.

Il regista è fiancheggiato, in questa rappresentazione sospensiva, dalla fotografia e dagli equilibri cromatici del talentuoso innovativo messicano Alexis Zabé (Jim Jarmusch tra i suoi ispiratori); e naturalmente dagli attori, con Dafoe giustamente candidato agli Oscar per suo Bobby di generosa energia, chiamato colà a gestire la povertà diffusa in un quotidiano inevitabile e pacatamente fatalistico.

Presente l’anno scorso al Festival di Film di Torino, il regista dichiarava: «Vorrei che chi guarda il film amasse e prendesse a cuore questi personaggi così tanto da portarli a casa con sé, andare su Internet e cercare informazioni sul numero di famiglie e bambini americani che crescono nei motel. Per me sarebbe un successo che ha qualcosa di magico».

 

http://www.ondacinema.it/film/recensione/un-sogno-chiamato-florida.html

http://www.lastampa.it/2018/03/31/torinosette/news/il-film-del-giorno-un-sogno-chiamato-florida-p35dPPSRDHv8VaBRh8EvWP/pagina.html

http://www.lettera43.it/it/articoli/cultura-e-spettacolo/2018/03/25/un-sogno-chiamato-florida-cinema-trailer-recensione-film/218926/

Pubblicato il: giovedì, 26 aprile, 2018
a cura di: Oltre il Cristallo
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