Biografico /

martedì 24 aprile ore 21:00
mercoledì 25 aprile ore 17:30
giovedì 26 aprile ore 21.00
venerdì 27 aprile ore 21:00

Regista

CRAIG GILLESPIE

Sinossi

L’America vuole qualcuno da amare , ma vuole anche qualcuno da odiare”

La storia vera, situata tra gli anni ’80 e gli anni ’90, della pattinatrice Tonya Harding . Il film racconta l’ascesa e il rapido declino di una ragazza dalle umili origini, cresciuta a ceffoni e abusi psico fisici da una madre aggressiva e opprimente e poi sposata ad un uomo violento. Tonya dovette sempre combattere per ciò che aveva e non riuscì a vedere riconosciuti i propri meriti a causa della sua immagine controversa. Infatti, nonostante la tecnica perfetta, il suo carattere ribelle e focoso ne fece un’anomalia nel dorato e ipocrita mondo del pattinaggio artistico, tutto sorrisi, tutine colorate e fidanzatine d’America. Tonya fu la prima pattinatrice americana ad eseguire un Triplo Axel, il salto più difficile in questo sport, in una competizione ufficiale, e ciò le valse un fugace momento di notorietà, prima di essere coinvolta nello scandalo dell’aggressione alla sua rivale Nancy Kerrigan che segnò per sempre la sua vita privata e la sua carriera di pattinatrice.

Altro

A dispetto della leggerezza e della bellezza delle forme che disegna nelle sue coreografie sul ghiaccio, Tonya non è una principessa. Educata a forza di soprusi, allenamenti sfiancanti e nessun amico, è cresciuta maltrattata della terrificante madre. Mostrandosi in pubblico in modo trasandato, e coltivando un rapporto conflittuale con l’establishment del pattinaggio, non riuscì a diventare la beniamina dei giudici e dei tifosi.

Il regista australiano Craig Gillespie utilizza la metafora dello sport per raccontare la storia di una donna sempre fuori posto, giudicata per aspetti che nulla c’entrano con lo sport, come la sua scarsa grazia , il carattere indomabile, l’incapacità di scendere a compromessi, la scarsa empatia con le colleghe. E riesce anche a criticare un sistema , quello dell’informazione, sempre in cerca di eroi da incoronare e mostri da dare in pasto all’opinione pubblica , rivolgendosi ad altro quando un eroe più grande o un mostro più cattivo garantisce visibilità maggiore.

Margot Robbie sfiora l’Oscar 2018 come migliore attrice (vinto da Francis McDormand dei 3 manifesti a Ebbing) con una interpretazione in cui mette da parte la sua avvenenza per esaltare tutte le sue doti espressive. Nascondendo sotto un trucco importante i suoi bellissimi lineamenti infatti, l’attrice australiana si cala in una parte complessa dove a venir fuori doveva essere soprattutto una forte determinazione. L’attrice dà un’ottima prova anche nel pattinaggio, frutto di un allenamento durato mesi e che, grazie all’abile montaggio, la rendono assolutamente credibile nella parte.

Da non sottovalutare inoltre la straordinaria colonna sonora che accompagna le acrobazie nella vita e sulla pista di Tonya, con musiche originali di Peter Nashel e pezzi che vanno da The chain dei Fleetwood Mac a Gloria interpretata da Laura Branigan, da Romeo and Juliet dei Dire Straits a Goodbye Stranger dei Supertramp.

Il film è stato nominato per la migliore attrice (Margot Robbie) e miglior montaggio (Tatiana S. Riegel) ed ha vinto l’Oscar per la migliore attrice non protagonista (Allison Janney – madre di Tonya)

Fonti : Mangaforever, Cinemaeveryeye, Cineblog, Badtaste, Cinematografo, Cinematographe, Quinlan

 

Pubblicato il: domenica, 18 marzo, 2018
a cura di: Oltre il Cristallo
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