Biografico / Drammatico /

giovedì 6 dicembre ore 21:00
venerdì 7 dicembre ore 21:00

Regista

David Gordon Green

In collaborazione con la SPES  Ventimiglia
le proiezioni saranno precedute da una breve introduzione
di operatori e membri dell’Associazione Spes Onlus

Sinossi

Il 15 aprile 2013, durante la maratona di Boston, due ordigni artigianali pieni di chiodi, pezzi di ferro e sferette metalliche esplodono vicino al traguardo, causando la morte di tre persone e ferendone più di duecento. Tra queste Jeff Bauman, un ragazzo di 28 anni, perde entrambe le gambe. Stronger – Io sono più forte è il film, diretto da David Gordon Green, tratto dalle memorie dello stesso Bauman.

Altro

La vita di Jeff dopo la tragedia si trasforma in uno spettacolo pubblico, uno show televisivo garanzia di successo. La pressione mediatica cui è sottoposto il ragazzo è il canale di sfogo di un paese colpito al cuore, ancora frastornato e disorientato dopo l’attentato. Un paese che ha bisogno di un eroe. E così Jeff diventa Boston strong, l’eroe nazionale, il sopravvissuto che si è offerto in sacrificio e ha dato il suo contributo fondamentale per ricostruire l’identikit del nemico. Ma Jeff non si sente un eroe. Jeff si sente uno che non ha più le gambe e che non è più in grado di badare a sé stesso.

Proprio lui, così pieno di vita e di voglia fare, sempre pronto a lottare per ciò che ama e tagliare il traguardo.

È proprio lo sport il vero e unico vaccino contro l’angoscia, metafora di una città, e di una nazione, che non demorde. Simbolo di resistenza e resilienza contro ogni avversità. Jeff è il campione eletto dal pubblico, membro onorario del popolo americano, e in quanto tale verrà chiamato in campo a rappresentare il proprio paese.

Ma Jeff finisce, paradossalmente, per diventare, da vincitore, vittima prescelta. Vittima di un incidente terribile su cui non ha alcun controllo. Vittima di una famiglia cieca al suo dolore e unicamente interessata a esporlo come un trofeo. Vittima, infine, della propria incapacità di reagire.

David Gordon Green decide di tenersi a stretto contatto col protagonista, riprendendolo così da vicino da farci entrare quasi dentro di lui e vivere nella sua pelle. Tutto, nel film, è raccontato con gli occhi di Jeff, senza però essere visto da lui. La macchina da presa si mantiene sempre e comunque a distanza ravvicinata, producendo una frattura tra le immagini e il punto di vista della narrazione. Una scissione che riflette il contrasto interiore di Jeff, una ferita traumatica non ancora rimarginata ma necessaria per guarire.

Fonte: Cineforum

Pubblicato il: lunedì, 29 ottobre, 2018
a cura di: Oltre il Cristallo
amministrazione