Azione / Fantascienza / Thriller /

sabato 26 maggio ore 18:00 EN
sabato 26 maggio ore 21:00
domenica 27 maggio ore 18:00

Regista

Steven Spielberg

Sinossi

Ready Player One, il film diretto da Steven Spielberg, è basato sul romanzo omonimo di Ernest Cline.

Nel 2045 la terra è diventata un luogo inquinato, funestato da guerre, povertà e crisi energetica. Gli abitanti versano in condizioni precarie, stipati in grossi container spogli, senz’altra evasione che il nostalgico mondo virtuale di OASIS, creato dal milionario James Donovan Halliday, che conta milioni di login al giorno per la facilità d’accesso e gli scenari iperrealistici in cui sfuggire al mondo tetro e pericoloso. La notizia della morte di Halliday arriva insieme con l’ultima, stimolante sfida lanciata dall’eccentrico creatore: una caccia al tesoro da miliardi di dollari.
L’adolescente Wade (Tye Sheridan), da sempre affascinato dalla figura del programmatore, ha collezionato informazioni sulla sua vita e il suo lavoro. Attraverso l’avatar Parzival proverà ad aggiudicarsi il premio in palio, contro i potenti nemici di una malvagia multinazionale e un nutrito gruppo di concorrenti senza scrupoli.

Altro

Ready Player One, ultimo lavoro di Spielberg, il nuovo blockbuster, il più convincente da molto tempo,è costato 400 milioni e li sta già recuperando tutti. … ciò che interessa dire è soltanto che il più bel film di Spielberg dai tempi di E.T., il migliore dei suoi “Easter eggs” – aspettate ancora un attimo a entrare nel mondo dei videogiochi – intesi come “uova di Pasqua”, cacce al tesoro che nascondono un bel finale e una bella sorpresa. Perché è molto divertente. Ma soprattutto perché riesce a dire le cose che da qualche tempo una parte di noi sta provando a dire, senza riuscirci: attenzione, ci siamo inventati un mondo virtuale così coinvolgente da essere invasivo, così appagante da diventare alienante, così libero, ma poi ci accorgiamo che è manipolabile, che dovremmo non dire: basta, a che gioco giochiamo? Lanciamo allarmi sul mondo di elezioni truccate, di fake news, di account venduti, di foto rubate, di amori trovati o mollati su Facebook – il crescendo rossiniano è in ordine di importanza: l’importante siamo noi, non il fottuto mondo. C’è bisogno di un aggancio sulla terraferma. Una via d’uscita.

E’ un’antologia della cultura pop, un gioco sui giochi, una selva di citazioni per cinefili. Ma è tutt’altro che un film vecchio. Spielberg dopo aver letto la sceneggiatura si è detto: “Sono rimasto completamente affascinato dall’idea di questa contrapposizione di due mondi… mi ha davvero sconvolto perché era così profondo e così stratificato. Era esoterico; faceva paura; era accessibile, mi ha conquistato”. Stratificato, esoterico. Nella filosofia spielberghiana il messaggio è sempre messianico, buono. Così l’avatar s’è messo in azione. Che cos’ha di importante Ready Player One? Che riesce a dire tutto questo – che la realtà è migliore della virtualità, che la condivisione è meglio dell’alienazione – al pubblico, soprattutto i giovani. Riesce a essere popolare e a far passare un contenuto complesso, positivo, là dove infiniti sforzi di giornali, educatori, e persino politici non sanno arrivare. I bambini di E.T. volavano in cielo con le loro biciclette. Questa volta invece atterrano nel mondo reale, che non è così male.

Fonte: Il Foglio

Pubblicato il: sabato, 28 aprile, 2018
a cura di: Oltre il Cristallo
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