Biografico / Drammatico /

sabato 1 dicembre ore 17:30 EN
sabato 1 dicembre ore 21:00
domenica 2 dicembre ore 17:30

Regista

Damien Chazelle

Il primo uomo – The first man

Film di apertura al 75° Festival del Cinema di Venezia, Il Primo uomo racconta la carriera di Neil Armstrong (Ryan Gosling), dalle prime esperienze come collaudatore di velivoli sperimentali, al lavoro alla NASA con le missioni Gemini e Apollo che portarono l’uomo sulla Luna.

In parallelo a questo percorso lavorativo, il film racconta il viaggio interiore di una persona schiva e introversa, segnata dalla perdita della figlioletta e sostenuta dalla granitica moglie Janet (una magistrale Claire Foy).

All’esterno c’è l’eroe, incarnazione e simbolo di un’America che vuole vincere la competizione con l’Unione Sovietica (uno dei motivi del film di apertura di Venezia 74, The Shape of Water), ma non c’è niente di eroico nell’uomo solitario provato da una personale tragedia. Quest’uomo fragile mette a rischio la sua stessa vita, e di conseguenza quella della sua famiglia, non per il progresso dell’umanità, ma per una ragione squisitamente personale. Il suo attaccamento al lavoro, il suo distacco e la sua determinazione nascono dal grande vuoto che potrà essere colmato solo con qualcosa di altrettanto enorme. Mentre Armstrong esplora lo spazio “fuori” , Chazelle esplora lo spazio “dentro”, la solitudine di un uomo che non riesce ad elaborare il lutto insieme alla moglie, la quale diventa l’anello di congiunzione tra interno ed esterno, tra famiglia e lavoro, tra la missione e i legami affettivi.

Il Primo Uomo è un film che parla di divisioni e distanze. Tali sono lo spazio siderale tra la Terra e la Luna, gli spazi familiari di silenzio e lontananza tra Neil e Janet, la contrapposizione tra il microcosmo della NASA, fatto di villette a schiera e biscottini e la dura realtà della guerra del Vietnam e delle proteste di piazza, la barriera tra Neil e Janet dopo la missione, la distanza razziale tra i bianchi e i neri d’America (non ci sono astronauti neri).

Alla fine rimangono le domande alle quali ognuno darà le sue risposte : è cambiato qualcosa? La conquista è stata un vero progresso o solo un tentativo molto costoso, in termini economici e di vite sacrificate, per sostenere la competizione per il dominio del mondo? Neil ha trovato quello che cercava?

Forse, in fondo, la Luna è molto più bella vista da qui, da dove possiamo sognare che sia qualcosa di diverso di uno sterile deserto di sassi.

Pubblicato il: domenica, 28 ottobre, 2018
a cura di: Oltre il Cristallo
amministrazione