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“Al mio babbo
E a tutti i babbi babbini del mondo”
Dedica di D’Alò ad inizio film

Sinossi

Il falegname Geppetto costruisce un burattino da un ciocco di legno e gli dà il nome di Pinocchio. Ma il burattino scappa, e nei suoi numerosi incontri rischia di perdere la vita. Fortunatamente però arriva a salvarlo la Fata Turchina, che lo cura insieme al Corvo, la Civetta e il Grillo-parlante. Pinocchio finisce nell’Isola dei Balocchi e viene trasformato in asino. Infine si ritrova nel ventre di un pescecane, dove ritrova e salva Geppetto, che con la sua barca era andato a cercarlo in mare ed era stato da questo inghiottito.

Altro

L’unico vero artista ed artigiano del cinema d’animazione in Italia. Prima con La freccia azzurra e La gabbianella e il gatto, poi con Momo alla conquista del tempo ed Opopomoz, Enzo D’Alò si è imposto nella mappa del cinema italiano contemporaneo come un cineasta assolutamente unico, per ovvie ragioni. Il mercato del cinema d’animazione in Italia è, nell’immaginario collettivo (ma non solo), rappresentato soltanto dalla sua figura, ed un’intera generazione è già cresciuta assieme ai suoi primi lungometraggi.

Quattro anni di lavorazione, più di trecento artisti che hanno contribuito a realizzare il film, una situazione cinematografica italiana che di sicuro non aiuta, e un testo già visto e stravisto sul grande schermo. Il progetto di Pinocchio nasce già nel lontano 2000, quando il regista scrive una sceneggiatura, assieme ad Umberto Marino, per il film, su consiglio di Massimiliano Gusberti, all’epoca un dirigente in Rai.

Fonte: http://www.cineblog.it

Pubblicato il: domenica, 22 gennaio, 2017
a cura di: Oltre il Cristallo
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