Animazione /

martedì 22 agosto ore 21:15

Regista

Michael Dudok de Wit

Patrocinato dal Comune di Ventimiglia
In collaborazione con l’associazione Eventimiglia

Sinossi

Un uomo naufraga su un’isola deserta. Sulle prime cerca di fuggire, ma c’è un animale a impedirgli di prendere il largo: una tartaruga rossa. Una parte di lui forse capisce perché lo fa.

All’incirca il primo terzo di La tartaruga rossa sarebbe da incorniciare, da collolocare nella storia dell’animazione: la stentata sopravvivenza del protagonista, il suo subire la natura e i rumori che manifesta, il suo scontrarsi metafisico con la tartaruga rossa emozionano come raramente accade, non solo nell’ambito dell’animazione, ma dell’arte cinematografica in generale. Il film è interamente privo di dialoghi, narrato solo con le immagini e col suono, e questa parte introduttiva riesce ad andare oltre la ricerca più classica dell’emozione di molti cortometraggi, inclusi quelli del regista. Colpisce nel segno il modo in cui gli ambienti, nella stilizzazione pittorica memore della tradizione giapponese, riescano a trasmettere una sensazione di realismo pari se non superiore a quella di un documentario: stesso discorso vale per i personaggi, concretissimi pure in stile gentile.

Ma non prosegue alla stessa maniera. Un evento di natura spudoratamente magica trasforma l’esperienza sensoriale in una fiaba più didascalica di quel che ci si aspetterebbe da un inizio così folgorante. Non sarà per tutti un difetto, perché il regista mantiene saldo il timone del significato: la necessità di un’unione con la natura eterna come la tartaruga, che non capisce perché pensiamo di poterne fare a meno.

Altro

Veterano classe 1953, l’olandese Michael Dudok de Wit vinse meritatamente nel 2001 l’Oscar per il miglior cortometraggio animato, con lo straziante Father and Daughter, che a sua insaputa stava suscitando l’ammirazione del celeberrimo Studio Ghibli, nella persona del maestro Isao Takahata. Il passaggio dalla forma del cortometraggio a quella del lungo non poteva avvenire con padrino migliore: Takahata si è fatto mentore di questa produzione europea, che De Wit ha diretto da solo, con animazioni (al 90% a mano libera) dello studio Prima Linea.

Fonte: Coming Soon

Pubblicato il: martedì, 25 aprile, 2017
a cura di: Oltre il Cristallo
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