Drammatico /

giovedì 30 marzo ore 21:00
venerdì 31 marzo ore 21:00

Regista

Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne

2° Appuntamento della Rassegna “Il diritto di contare”; venerdì il dibattito

Sinossi

Jenny Davin è un medico di base che opera a Seraing, una piccola cittadina in provincia di Liegi. Una sera, ben oltre l’orario di visita, sente suonare il campanello del citofono del proprio studio e decide di non rispondere. Il giorno successivo la polizia la raggiunge per informarla che il corpo senza vita di una giovane ragazza di colore e senza documenti in grado di attestarne l’identità è stato ritrovato proprio vicino al suo portone. Jenny inizia così una ricerca che la porta a esplorare le ultime persone e gli ambienti frequentati dalla ragazza.

Altro

I fratelli Dardenne si sperimentano sul terreno della detection tanto che inizialmente avevano pensato di avere come protagonista un poliziotto. Abbandonando l’idea hanno ampliato notevolmente il campo di indagine soprattutto sul personaggio, a partire dal titolo. Perché se la dottoressa cerca di scoprire chi sia la ragazza sconosciuta, quasi dovesse risarcirla, offrendole un’identità, per quella porta non aperta, anche lo spettatore si trova davanti a una persona sconosciuta. Di Jenny non conosciamo nulla se non quello che vediamo, non ci viene fornito il benché minimo elemento che ci consenta di conoscere qualcosa del suo passato o del suo privato al di là di quanto attiene alla sua professione e alla sua ricerca.
Eppure, proprio per questo, troviamo in lei quasi una sintesi di tanti personaggi dardenniani… Se il film ha un difetto è quello di seguire un po’ lo schema a tappe recentemente proposto con Due giorni, una notte. Ma si tratta di un peccato veniale facilmente superato dallo sguardo laicamente partecipe che i fratelli belgi riservano a una società in cui l’individuo è sempre più solo dinanzi alle proprie aporie esistenziali. Jenny ha scelto di essere colei che offre aiuto al prossimo sul piano più delicato, quello della salute. Ma è anche colei che pretende, da chi potrebbe diventare un collega, il distacco, indispensabile a suo avviso per esercitare la professione di medico. Quel distacco che invece non riesce a interporre tra sé e quel corpo abbandonato senza nome nell’esercitare la decisamente più complessa professione di essere umano.

Fonte: Franceso Crispino – SdC, Mymovies

Pubblicato il: lunedì, 20 febbraio, 2017
a cura di: Oltre il Cristallo
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