Commedia / Drammatico /

venerdì 30 settembre ore 21:00
sabato 1 ottobre ore 18:00

Regista

Paolo Virzì

Sinossi

Beatrice Morandini Valdirana [Valeria Bruni Tedeschi] è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo dire in intimità coi potenti della Terra. Donatella Morelli [Micaela Ramazzotti] una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Sono tutte e due ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, dove sono sottoposte a misure di custodia giudiziaria. Il film racconta la loro imprevedibile amicizia, che porterà ad una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani. Un film che alterna momenti duri ad altri gioiosamente comici, su un’amicizia imprevedibile tra due creature così diverse, che diventa una specie di cura reciproca.

Altro

Il film, con i connotati di una commedia drammatica, girato in Toscana ed a Roma, è stato definito  da Virzì, con sagacia e poesia una passeggiata fuori da una struttura clinica che si occupa di donne con problemi in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani alla ricerca del sottilissimo confine tra sanità e insanità mentale.

Le donne bizzarre e vessate de La pazza gioia sono figure ai margini. Ragazze fragili espulse dal lavoro, dalla famiglia e dalla società. Madri allontanate dai figli che tentano di ritrovare serenità a Villa Biondi, in una comune toscana ispirata alla lezione della Legge 180, ma sognano di volare altrove e di spaccare mura per poi ricostruire esistenze al galoppo del cavallo azzurro di cartapesta che guarda all’orizzonte dai margini del prato.

Come possono coincidere ossessione e sogno? Malattia e gioia?

È questo il bilico incredibile su cui si muove il film, bilico quasi impossibile da raccontare al cinema, meno in un romanzo, in un grande romanzo (pensate a Dostoevskij o Balzac).

La pazza gioia dunque esplora lo spazio minuscolo dove basta un passo: avanti, e sei nella follia, dietro, e sei nella normalità. Un passo. Avanti e indietro, come fanno Donatella e Beatrice da Villa Biondi, prigione e isola felice insieme. Tutti i confini sono incerti: pazzia e normalità, bontà e cattiveria. Dramma e commedia.

La pazza gioia è un film meraviglioso che ribalta le proporzioni di questo mondo, per cui sì, possiamo starci tutti. E proprio sulle proporzioni gioca di continuo: rimanda, ingrandisce, rimpicciolisce…

Fonte: minima&moralia

Pubblicato il: domenica, 31 luglio, 2016
a cura di: Oltre il Cristallo
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