Drammatico /

sabato 8 ottobre ore 21:00
domenica 9 ottobre ore 18:00

Regista

Pablo Trapero

Sinossi

Argentina inizio anni 80. All’apparenza una famiglia come le altre che vive nel tranquillo paesino di San Isidro, in realtà un vero e proprio clan che si guadagna da vivere con i sequestri di persona. Arquímedes, il patriarca, è a capo delle operazioni. Alejandro, il suo figlio più grande, è una star del rugby che gioca nel mitico team argentino “Los Pumas”. E’ lui che adesca le vittime dei rapimenti tra i giovani rampolli dell’alta società. I crimini del clan dei Puccio, famiglia che gode della protezione del regime militare, riescono a passare inosservati nella loro costante ferocia programmatica, ma prima o poi finiscono con il coinvolgere tutti in una crescente spirale di violenza, dove è colpevole anche chi assiste in silenzio. Ispirato ad un episodio realmente accaduto, il film racconta insieme alla storia di una famiglia anche quella di un intero Paese, nella sua delicatissima fase di transizione dalla feroce dittatura militare ad una fragile democrazia.

Altro

L’argentino Pablo Trapero, uno dei più apprezzati registi sudamericani dell’ultimo decennio, racconta nel suo film “Il Clan”, appena uscito nelle nostre sale, la storia vera di una famiglia che sconvolse l’Argentina.L’opera, vincitrice lo scorso anno del Leone d’Argento al Festival del cinema di Venezia e grande successo al botteghino in patria, prende vita da un materiale narrativo davvero interessante.

Siamo all’inizio degli anni ’80 nella cittadina di San Isidro, vicino a Buenos Aires. E’ il periodo di passaggio dalla dittatura alla democrazia e Archimede Puccio (Guillermo Francella) ha perso il suo lavoro al servizio dell’intelligence di Stato. L’uomo, che può ancora contare sulla complicità di certe istituzioni governative, decide di avviare un’attività criminale sequestrando persone benestanti a scopo estorsivo. Il suo più importante collaboratore materiale è il figlio maggiore, Alejandro (Peter Lanzani), star locale del rugby oltre che proprietario di un negozio di articoli sportivi. I restanti membri della famiglia sono conniventi: fanno finta di niente di fronte alle urla che, in casa, sentono salire dalla cantina in cui sono tenuti, di volta in volta, i prigionieri.
Non occorre essere a conoscenza della storia politica dell’Argentina per venire avviluppati con prepotenza dalla vicenda scioccante ricostruita nel film. L’epopea di questa famiglia criminale, girata con ruvida eleganza, è tanto avvincente quanto drammatica. Il focus narrativo è sul rapporto tra il capofamiglia e il primogenito. Alejandro, figura tragica, è ritratto più come una vittima che come un vero e proprio complice del padre; è un ragazzo che sogna di fuggire via, assieme alla fidanzata, ma è incapace di sottrarsi alla terribile quotidianità del male. Non riesce a emanciparsi dai condizionamenti di un genitore che è un manipolatore diabolico, all’occorrenza affettuoso e dai modi affabili. Archimede ha la cieca obbedienza dei suoi congiunti ed è in grado di far loro percepire la tortura e prigionia di terzi come qualcosa di normale, un lavoro come tanti, e non in contraddizione con i valori di una famiglia borghese dalla buona reputazione. Guillermo Francella, l’attore che lo interpreta, dà corpo e volto a una performance impossibile da dimenticare.
La regia è impeccabile e impreziosita da una certa inventiva, però Trapero rinuncia in questo caso alla propria marcata impronta autoriale, ridimensionandola, in modo forse da rendere il film fruibile a un pubblico più numeroso ed eterogeneo.
“Il Clan” è un solido noir familiare, convincente e privo di retorica. Il montaggio incalzante è funzionale alla fredda cronistoria di eventi terrificanti in mezzo ai quali l’unica empatia possibile ha luogo nei confronti di Alex: il suo conflitto edipico avrà il climax in un finale inaspettato. La ricostruzione d’epoca, efficace e verosimile, concorre a rendere intuibile quanto l’attività criminale dei Puccio sia stata figlia di una dittatura che aveva applicato lo stesso modus operandi su più larga scala facendo sparire i propri dissidenti politici (i desaparecidos).

 

Fonti: Comingsoon, Il Giornale.it

Pubblicato il: martedì, 16 agosto, 2016
a cura di: Oltre il Cristallo
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