• Il bambino che scoprì il mondo

    La scheda è fornita dalla Cineteca di Bologna per le classi della scuola primaria

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  • Il bambino che scoprì il mondo

    La scheda è fornita dalla Cineteca di Bologna per le classi della scuola secondaria di primo e secondo grado.

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Animazione /

giovedì 10 dicembre ore 21:00

Regista

Ale Abreu

Proposto alla scuola primaria (2° ciclo)

Sinossi

Un bambino vive con i suoi genitori in campagna e passa le giornate in compagnia di ciò che gli offre la natura che lo circonda e tutto diventa pretesto per un gioco e una risata, briglie sciolte alla fantasia. Ma un giorno il padre parte per la città in cerca di lavoro. E il bambino, a cui il genitore ha lasciato nel cuore la melodia indimenticabile che gli suonava sempre, mette in valigia una foto della sua famiglia e decide di seguirne le tracce. Si troverà in un mondo a lui completamente ignoto, fatto di campi di cotone a perdita d’occhio, fabbriche cupe, porti immensi e città sovraffollate. Affronterà imprevisti e pericoli per terra e per mare, crescerà, ma qualcosa di quel bambino che si tuffava in mezzo alle nuvole in lui rimarrà sempre.

Altro

Il bambino che scoprì il mondo non è ‘solo’ un film per bambini. E’ un film per tutte le fasce di età perché ognuno può trovarci un livello di lettura della contemporaneità adeguato a sé e alla propria capacità di decodificazione.
I più piccoli potranno seguire le vicende del piccolo protagonista nel suo viaggio alla ricerca del papà percependone i momenti allegri e quelli tristi, acquisendo però la sensazione dell’amore fondamentale dei genitori che a lui è stato trasmesso nonostante la forzata separazione e malgrado un mondo che non è fatto a misura d’uomo.
Ai ragazzi più grandi vengono offerte progressive proposte di riflessione sul mondo del lavoro, sui diritti umani, sull’ecologia, sulla povertà e sulla necessità di non far prevalere il negativo, pur prendendo atto della sua esistenza, e cercando di combatterlo con la bellezza della musica e con la preservazione della Natura.
Gli adulti si troveranno di fronte a una lettura della società ricca di annotazioni anche dolorose senza però che venga tolto spazio alla speranza. Che si trova concentrata nel modo in cui il bambino ha vissuto l’amore dei genitori che è la forza che non lo abbandonerà mai, neppure nei momenti più difficili. Non è facile trasmettere concetti ed emozioni con così tanta sensibilità.

Fonti: Mymovies.it

L’autore brasiliano mescola diverse tecniche di disegno e colore (pastelli a olio, matite colorate, pennarelli, penne a sfera e collage), cerca di operare una messa in scena tesa a riprodurre in un certo qual modo i meccanismi cerebrali dei bambini, la cui immaginazione non si pone limiti di veridicità o possibilità. Il tratto è minimale e imprime su uno sfondo prevalentemente bianco una pioggia di colori accesi la quale, assieme a musiche e suoni naturali che si fanno vere e proprie melodie, crea un trionfo, una festa tra tutte le creature e gli elementi che popolano il pianeta.

Ma una totale visione e rappresentazione del mondo in questi termini sarebbe oltremodo ottimista e falsa, anche per un film d’animazione che si rivolge principalmente ai bambini, ma che in realtà va oltre e crea evidenti spunti per una riflessione più adulta. Il viaggio del bambino è un graduale passaggio dal mondo nel quale è nato, un cosmo colorato, incontaminato, divertente e amico, a quello industrializzato e artificiale. Nel primo sembra non esistere pericolo, i sassi, i fili d’erba e ogni animale sono mezzi per scoprire e crescere. Quando invece il ragazzo giungerà nel mondo industrializzato, le macchine diverranno enormi bestie pericolose che mangiano e distruggono tutto ciò che gli si trova in fronte: il pericolo è ovunque.

La Metropoli(s) è simbolicamente una sorta di piramide, dove il poco benessere sta in alto e la povertà dilagante in basso, nella favela. Dal film emerge anche una riflessione sulla condizione dell’umile lavoratore nell’era industriale: l’alienazione dell’uomo di cui parlava già Chaplin nel 1936 è resa in modo molto efficace grazie a inquadrature larghe e schematiche, dai tratti rigidi e i movimenti meccanici.

Insomma due mondi all’interno dello stesso pianeta, uno colorato e l’altro cupo. I poli opposti prendono le fattezze di due grandi uccelli, combattono e quello nero, armato, sembra avere la meglio sul rivale. Nonostante l’autore sia intenzionato a restituire anche una visione scura, degradata e disillusa del mondo e quanto potenziale autodistruttivo possa avere il genere umano, il messaggio finale sarà comunque di speranza. L’uccello colorato risorgerà dalle ceneri come l’araba fenice e riporterà l’allegra melodia nel mondo.

http://www.cinefiliaritrovata.it/la-fatica-di-crescere-il-bambino-che-scopri-il-mondo/

Pubblicato il: venerdì, 27 novembre, 2015
a cura di: Oltre il Cristallo
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