Drammatico /

venerdì 12 febbraio ore 21:00
sabato 13 febbraio ore 18:30
sabato 13 febbraio ore 21:00
domenica 14 febbraio ore 18:00

Regista

Ryan Coogler

Sabato ore 21 e Domenica ore 18 in italiano

Venerdì ore 21 e Sabato ore 18:30 in inglese

Sinossi

Adonis Johnson non ha mai conosciuto il suo celebre padre, il campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, morto prima della sua nascita. Nonostante tutto, non c’è modo di negare che la boxe scorra nelle sue vene, quindi Adonis va a Philadelphia, luogo del leggendario incontro tra Apollo Creed e lo sfidante Rocky Balboa. Una volta arrivato in città, Adonis rintraccia Rocky e gli chiede di essere il suo allenatore. Nonostante l’insistenza nello spiegare al giovane che lui ormai è fuori dal giro da parecchio tempo, Rocky vede in Adonis la stessa forza e determinazione caratteristiche di Apollo, il fiero rivale che diventò anche l’amico più stretto.

Altro

Dopo nove anni di dimenticatoio, la sorte di Rocky sembrava irrimediabilmente segnata. L’unica possibilità di una resurrezione – prima dell’inevitabile remake, che certo non tarderà ad arrivare – era legata a una reinvenzione della stessa. Che puntualmente avviene, sotto forma di un inconsueto spin-off che sposta l’accento da Balboa – così si intitolava in originale l’ultimo episodio – a Creed, dalla comunità italo-americana a quella afroamericana (accomunate dall’eterna natura di reietti in cerca di riscatto), affidando il tutto alle promettenti mani di Ryan Coogler.
Per almeno mezzora si avverte nettamente lo scarto rispetto alla direzione intrapresa dalla saga di Stallone: quello che si svolge di fronte allo sguardo dello spettatore è un bildungsroman classico con un orfano di colore come protagonista, che abbandona lo sfarzo e Los Angeles per ripartire da zero a Philadelphia. Ma dalla comparsa di Rocky Balboa, anticipata dall’insegna “Adrian’s” del suo ristorante (immediato il richiamo all’indimenticabile moglie Adriana), l’epos della saga di Balboa comincia a farsi strada, procedendo per accumulo di indizi. A uno a uno emergono i feticci immancabili, dalla scalinata del Philadelphia Museum of Art ai pantaloncini di Apollo Creed, sino alle note del tema musicale di Bill Conti, con un lavoro sulla suspense analogo a quanto avviene nello Star Wars del caso per introdurre l’apparizione di eroi o spade laser. Tutto è dosato sapientemente e custodito gelosamente per l’epilogo, come ricompense per il duro lavoro dello spettatore, in pieno spirito Rocky Balboa.
Per la prima volta Sylvester Stallone non mette mano alla sceneggiatura della sua saga e si dedica completamente al lato interpretativo. Il suo Rocky, ben più che crepuscolare, è una figura insieme tragica – durissime alcune sue battute sul tempo e sul suo strapotere – ed esemplare, per gli insegnamenti che non smette di offrire su come affrontare gli ostacoli della vita.

Fonti: comingsoon; mymovies

Pubblicato il: giovedì, 31 dicembre, 2015
a cura di: Oltre il Cristallo
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