Animazione / Avventura / Commedia / Family /

sabato 10 febbraio ore 21:00
domenica 11 febbraio ore 17:30

Regista

Adrian Molina, Lee Unkrich

Sinossi

Coco ci porta in un variopinto villaggio messicano, animato dai preparativi per il Dìa de Muertos e dalla musica delle orchestrine che inonda le strade. Il dodicenne Miguel (Anthony Gonzalez nella versione originale) vorrebbe immergersi nei festeggiamenti strimpellando la sua chitarra sconquassata, ma sulla famiglia Rivera aleggia una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali. Il divieto, imposto decenni prima dalla bisnonna Imelda, non riesce a tenere Miguel lontano da corde e arpeggi… Così, nel giorno della festa che celebra i defunti, trafuga la chitarra magica appartenuta al suo idolo e finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa. Il mondo dei morti appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti. Miguel lo visiterà con la guida dell’affascinante spirito Hector  alla scoperta del segreto che si cela dietro alla sua famiglia.

Altro

Come nella migliore tradizione pixariana, quella per intenderci di Inside Out e Up, Coco ci scaglia in un racconto emotivamente trascinante, alimentandosi allo stesso tempo di temi complessi, che entrano ed escono dalla sceneggiatura con la massima naturalezza. Il percorso di Miguel può ricordare quello di Riley in Inside Out: non viene mai messo in dubbio un ordine superiore che concilia la delusione con la gioia, ma è una magica serendipity che si attiva solo al faticoso raggiungimento della nostra maturità, non importa quanto il tragitto sia traumatico. L’importanza rivestita dai defunti nella storia farebbe pensare a un’elaborazione del lutto simile a quella di Up, però Unkrich e i suoi hanno posto ben due generazioni tra Miguel e gli scatenati scheletri che incontra nel coloratissimo aldilà, suggerendo di volersi spingere oltre. Non si chiede di accettare l’idea della morte, quanto di abbattere quel labile confine tra esistenza e assoluto che è dentro ciascun essere umano, con l’aiuto del ricordo, della memoria e di un legame (attento, convinto) con la tradizione, privata e collettiva. Non a caso la musica, uno degli arieti più spontanei per tali barriere, non ha mai avuto un’importanza tale in un film Pixar, con colonna sonora di Michael Giacchino e canzoni originali, tra cui una molto funzionale alla vicenda.

Fonte: Comingsoon

Pubblicato il: lunedì, 15 gennaio, 2018
a cura di: Oltre il Cristallo
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