Diventare grandi / Drammatico /

giovedì 24 agosto ore 21:15

Regista

Lamberto Sanfelice

Con il patrocinio del Comune di Ospedaletti

Rassegna Cinema Italiano “I ragazzi ci guardano”

Sinossi

Jenny (la brava Sara Serraiocco) ha 17 anni e un sogno: diventare una campionessa di nuoto sincronizzato, dove eccelle nel doppio sincro in coppia con la sua amica Flavia. La sua vita spensierata di adolescente a Ostia, sul litorale romano, viene scossa dalla morte improvvisa della madre. Con suo padre Alfio e il fratellino Fabrizio è costretta a trasferirsi in un paesino di poche anime nel cuore della Maiella, terra d’origine di Alfio. Il padre è in un forte stato depressivo, nei mesi precedenti ha perso il lavoro e la casa di Ostia se l’è ripresa la banca. Lo zio Tondino li ospita in una vecchia baita di montagna, nei pressi di un albergo con un impianto di skilift e una pista da sci. Jenny è costretta a trovarsi un impiego come cameriera all’hotel Splendor e a rinunciare al diploma. Quando scopre che l’hotel ha una piscina, decide di rischiare e di andarci di notte ad allenarsi.

Altro

Sin dalle primissime scene è evidente la vocazione di Sanfelice a un cinema che parla anzitutto per immagini. Il regista si rivela autore in grado di suggerire più che indicare, descrivere prima di raccontare. Appartiene a un modo di far cinema, affermatosi negli ultimi decenni e sempre più diffuso a tutte le latitudini, in cui è prediletto l’uso della camera a mano, in una messa in scena ruvida e aderente al reale, quasi documentaristica.

La vicenda di Jenny e del fratellino, sulla carta, anche per l’ambientazione montana, potrebbe sembrare variazione su un tema affrontato di recente da Ursula Meier in “Sister”: come per la Meier, anche in “Cloro” è percepibile il modello dei Dardenne, che indubbiamente dagli anni novanta a oggi hanno fatto scuola. Ma Sanfelice sa distinguersi dagli apparenti modelli di riferimento, anche nazionali (in Italia c’è uno stuolo di autori, spesso provenienti dal documentario, che fanno un cinema fenomenico, aderente alla realtà materica): e lo fa soprattutto con alcuni significativi scarti stilistici in scene che, proprio per contrasto, si imprimono vividamente nello spettatore. Si tratta, ad esempio, di una “danza” di nuoto sincronizzato inquadrata alla rovescia; oppure di una corsa in cui Jenny quasi scappa dal destino, e in montaggio alternato è vista nuotare in piscina. Alcune di queste sequenze sono accompagnate da musica extradiegetica, a sottolinearne le suggestioni e creare coinvolgimento emotivo.

Fonti: Comigsoon; http://www.ondacinema.it

Pubblicato il: venerdì, 9 giugno, 2017
a cura di: Oltre il Cristallo
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