Drammatico /

giovedì 21 aprile ore 21:00
venerdì 22 aprile ore 21:00

Regista

John Crowley

Sinossi

Eilis ha sempre vissuto nella piccola cittadina di Enniscorthy, in Irlanda, dove tutti sanno gli affari di tutti, finché non viene spedita in America grazie a sua sorella che vuole aiutarla a realizzarsi. Sentendosi come un’esule, arriva nel caos multiforme di Brooklyn avendo già nostalgia di casa. Ma non appena Eilis impara con destrezza ad adattarsi alla vita newyorkese, incontra un pretendente spiritoso, dolce e carismatico che vuole conquistarla a tutti i costi. Proprio mentre sembra sul punto di iniziare una nuova vita, una tragedia familiare la riporta in Irlanda e alla vita che si è lasciata alle spalle costringendola a prendere una decisione che potrebbe segnare il suo futuro per sempre. Con il cuore diviso in due, Eilis affronta uno dei dilemmi più incredibili e complicati che caratterizzano il nostro mutevole mondo moderno: trovare il modo di far coincidere il luogo da cui proveniamo con quello in cui sogniamo di andare.

Altro

Non vuole inventare niente Nick Hornby, che adatta per lo schermo la storia di un’emigrante; semmai vuole ripercorrere orme più grandi, lasciate da molti prima di lui. Forse proprio per la ragionevole umiltà artistica, unita alla consueta arroganza intellettuale dei suoi testi che non si vergognano di intendere i sentimenti come materia complessa che fiorisce in persone semplici, Brooklyn suona così riuscito. Del melodramma questo film così fieramente tradizionalista ha tutto, dalle malattie alle angherie fino al doppio amore e all’insopprimibile dilaniamento dell’animo, ma è anche evidente che questa celebrazione dell’America come mondo nuovo, non solo oggettivamente ma anche soggettivamente per la sola vita della protagonista, cela il desiderio di avere una scusa per scrivere il più naïve e dolce degli animi femminili.

C’è una qualità commovente nella dimessa eroina di Saoirse Ronan, nella sua dignitosa compostezza e nella maniera inibita con cui cerca il proprio posto nel mondo. Brooklyn sta molto attento ad usare i suoi colori caldi e i cambi di paesaggio (dall’Irlanda a New York e ritorno) per cercare di espandere la passione per i sentimenti incontenibili anche all’eccitazione della gioia o all’estasi dell’appartenenza.
Nonostante le necessarie difficoltà presenti nella trama, in Brooklyn emerge soprattutto un percorso di purificazione verso la positività, il lavoro necessario a guadagnare una propria identità indipendentemente da quelle conferite da patria e famiglia.
Non è un caso ovviamente che la costruzione di una vita autonoma, lontano dalla terra d’origine, coincida con la costruzione di un’identità nazionale per uno stato che l’ha disegnata intorno alla multiculturalità.

Fonti: Comingsoon; My movies

Pubblicato il: domenica, 20 marzo, 2016
a cura di: Oltre il Cristallo
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